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THIORO - UN CAPPUCCETTO ROSSO SENEGALESE

Il Thioro in copertina, opera di un bambino senegalese, è stato eseguito durante un laboratorio d’arte tenuto a Diol Kadd da Leila Marzocchi nel 2017. Dal laboratorio coi bambini e dalla non-scuola con gli adolescenti
a cura del Teatro delle Albe, è nata l’ispirazione per questo spettacolo.

Le dessin de Thioro sur la couverture est l’œuvre d’un enfant sénégalais,
réalisé lors d’un atelier d’art tenu à Diol Kadd par Leila Marzocchi en 2017. L’inspiration pour le spectacle Thioro est née de cet atelier avec les enfants et de l’atelier théâtral que le Teatro delle Albe a tenu au même temps avec les adolescents du village.

 

Thioro  - un cappuccetto rosso senegalese

Thioro, un cappuccetto rosso senegalese è uno spettacolo nato in Senegal, nuova occasione di incontro nel solco del meticciato teatrale del Teatro delle Albe. Una relazione feconda con la terra di origine di Mandiaye NDiaye, attore cardine della compagnia scomparso nel 2014, con cui le Albe hanno posto le basi del proprio teatro attraversando insieme i canti e i paesaggi d'Africa.

Reinvenzione dal respiro africano di Cappuccetto Rosso, una delle fiabe europee più popolari al mondo e di cui esistono numerose varianti, Thioro, un cappuccetto rosso senegalese evoca soltanto il popolare racconto della bambina che indossa un cappuccio rosso e che, mentre attraversa il bosco per portare provviste alla nonna, incontra un temibile lupo che la inganna.

In realtà questo viaggio dal ritmo pulsante, grazie all’intreccio di diverse lingue, strumenti e immaginari, porta ogni spettatore alla scoperta non del bosco, ma della savana, e all’incontro non con il lupo, ma con Buky la iena, in un viaggio immaginifico e bruciante attraverso l’Africa.

Un lavoro che fa incontrare e mette in corto circuito la fiaba europea con la tradizione africana partendo dalla suggestione di come l’origine esatta di Cappuccetto Rosso continui a essere un’incognita, e narrazioni basate o ispirate allo stesso tema possano trovarsi non solo nel folklore europeo, ma anche nella tradizione del Lontano e Medio Oriente e in Africa. Una narrazione tradizionale, estratta dal cuore della letteratura orale europea, che è riuscita senza sforzo e in modo indiscutibile a essere considerata il più famoso racconto popolare di tutti i tempi e che ha rappresentato, e rappresenta ancora, molto più di quello che il lettore (o l’ascoltatore) comune può immaginare.

 

Thioro, un cappuccetto rosso senegalese in scena Adama Gueye e Fallou Diop, attori e musicisti, con Simone Marzocchi, compositore e trombettista, che intrecciano parola e musica e che dialogano facendo incontrare suoni, strumenti e ritmi europei e africani.

Un “meticciato teatrale” che ha origine e prosegue il percorso delle “Albe afro-romagnole”: nel 1988, infatti, la compagnia, intrecciando la lezione della tradizione teatrale alla ricerca del nuovo, acquisì al suo interno dei griots senegalesi, coniugando drammaturgia, danza, musica, dialetti, invenzione e radici, e costruendo un importante percorso artistico che ha appunto portato alla nascita in Senegal di una realtà teatrale e culturale di rilievo che ha dato vita anche a questo spettacolo.

ideazione Alessandro Argnani, Simone Marzocchi e Laura Redaelli con Fallou Diop, Adama Gueye, Simone Marzocchi realizzazione porta Danilo Maniscalco regia Alessandro Argnani /organizzazione Moussa Ndiaye grazie a: Roberto Magnani, Marco Martinelli, Ermanna Montanari, Alessandro Renda e Elena Baschieri, Serena Cenerelli, CISIM, Costanza Degani, E-production, Veronica Gennari, Tahar Lamri, Francesca Venturi

produzione Teatro delle Albe - Ravenna Teatro / Accademia Perduta - Romagna Teatri / Ker Théâtre Mandiaye Ndiaye

 

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